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SETTIMA Lettera Aperta al signor Giorgio Napolitano PDF Stampa E-mail

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Signor Giorgio Napolitano,

questo mio confronto con le sue virtù di vecchio politico di professione continua, questa volta, con riflessioni di natura burocratico-fiscale:  una decina di anni fa, nello studio del mio commercialista trovai affisso un ritaglio da un quotidiano con il seguente titolo- " Ben 232 nuove norme di materia fiscale introdotte negli ultimi dieci mesi " !!?!! ( Il numero può essere inesatto di qualche unità ed il periodo portiamolo a 13 mesi, considerate festività e ferie ).                                                                                                                                      L'apparato burocratico dello Stato, forte dei suoi tantissimi addetti, esprime ed aggiorna con tanta solerzia le regole per gli adempimenti fiscali a cui assoggettare, nel loro interesse, gli Italiani. Di quali Italiani parliamo signor Giorgio Napolitano, degli Italiani impegnati nel pubblico impiego no: per loro gli adeguamenti si consolidano d'ufficio. Parliamo di tutti gli altri Italiani, persone fisiche o giuridiche che con diligenza, responsabilità e con la collaborazione dei consulenti si adeguano ed interagiscono con la complessa normativa vigente ed aggiornata.

Con tutte queste norme e regole e soprattutto con il rilevante numero di pubblici dipendenti preposti ed impegnati a far rispettare le regole di questo nostro civile paese, come è possibile signor Giorgio Napolitano che con la guida vigile, responsabile ed esperta dei professionali politici che lei conosce e stima, anzi raccomanda, demonizzando gli eventuali dilettanti di nuove aggregazioni politiche, com'è possibile, dicevo, che in Italia si registri invece una così alta evasione fiscale?                                                                                                                       Vu Cumprà, lavoratori extracomunitari in nero, vedi bracciandato agricolo o addetti vari impegnati in lavori manifatturieri, sono  arcinoti ( vedi le rimesse bancarie periodiche verso il loro paese d'origine ) e tollerati da voi politici di professione che assecondando quell'inerzia irrispettosa delle leggi di questo paese ed accanendovi, ogni tanto, così giusto per far vedere che c'è un'autorità costituita, contro commercianti, artigiani, piccole imprese e dico piccole imprese non grandi imprese, tutti impegnati al raggiungimento dei loro obiettivi d'impresa ed allineati nel rispetto dei vari adempimenti previsti dalle leggi, malgrado la sleale concorrenza loro imposta dai sopracitati tollerati inadempienti.

E' chiaro, signor Giorgio Napolitano, che il male, il marcio di questo paese, siete voi vecchi politici professionisti e che noi cittadini onesti e responsabili dobbiamo assolutamente fare di tutto per cacciarvi, in modo civile e democratico, dalle stanze del potere.

Per un nuovo inizio!

Olindo Virgili

Tarquinia, 26 Agosto 2012


 

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